Manzelli

Di questa famiglia, dal Camera detta anche Mansella conosciamo due versioni dello stemma. Una è costituita da uno scudo bandato d'argento e d'azzurro e I'altra da uno scudo d'argento contenente tre bande d'azzurro ed un lambello di tre pendenti di rosso posto nel capo. Esse apparentemente uguali, in vero sono diverse giacchè la prima è costituita da un’alternanza di bande uguali (sei in tutto) d'argento e d'azzurro mentre per la seconda su uno scudo tutto d'argento sono inserite tre bande azzure.

Il lambello, poi, posto sul secondo stemma, e una pezza speciale. Denota una brusura, una alterazione cioè dello stemma originario come già osservato per i Frisari. Il lambello sta ad indicare il ramo cadetto di una famiglia.

In Italia fu introdotto, secondo il Ginann, nel 1265, al tempo della venuta di Carlo I d'Angiò che apparteneva appunto al ramo cadetto, essendo il decimo figlio di Luigi VIII di Francia. Il lambello e considerato anche distintivo di parte guelfa.

 


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Marciano

 


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Mustacciuolo


Oliva

Ristaldo

Famiglia discendente dal cavaliere francese Giovanni consigliere di re Carlo I d'Angiò (1226 - 1285) e stabilitasi in Scala ove nacquero i due illustri cavalieri Stefano e Angelo.

I Ristaldo usarono per stemma uno scudo d'azzurro, allo scaglione d'argento accompagnato da due stelle nel capo e da un giglio nella punta; il tutto d'oro con la bordura d'argento. La bordura starebbe ad indicare che lo stemma è quello di un terzogenito come è stato rilevato con quello dei Frisari.

 


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